L’ultima tappa si svolge quasi interamente sui sentieri del Parco Storico di Monte Sole, dove la bellezza del paesaggio ad ogni passo incontra memorie tragiche che ci invitano a lavorare quotidianamente per la pace.
Dal centro di Grizzana Morandi il sentiero CAI 100 sale subito tra aree prative e boschi misti di castagno e quercia, entrando in un progressivo silenzio che pare suggerire come affrontare i luoghi che si incontreranno a fine tappa. Qui infatti si è già entrati nel territorio del Parco Storico di Monte Sole, area interessante anche per la ricchezza di specie floristiche che ospita, quasi un terzo di quelle presenti in tutta la regione Emilia-Romagna. Un vero tesoro di biodiversità, pure dal punto di vista della fauna, con molti esemplari di ungulati facilmente osservabili presso le radure nelle ore crepuscolari; nonché per la presenza del lupo, tornato da qualche decennio a presidiare queste montagne.
Quando si raggiunge la cima del Monte Sàlvaro — il punto più elevato della tappa, segnato da una croce di metallo — il panorama si apre con improvvisa ampiezza: da un lato la valle del Reno con la ferrovia Porrettana che luccica tra i boschi, dall’altro la vallata del Setta, e più lontano, nelle giornate limpide, la pianura padana che sfuma verso l’orizzonte. Qui si combatté una battaglia durissima dal 20 al 24 ottobre 1944, conclusasi con la vittoria delle forze alleate.
La discesa riporta verso il fondovalle, dove appare la località di Monte Termine, storico punto di sosta per i camminatori del parco. Da qui il Percorso del Memoriale prende il sopravvento sul percorso naturalistico, e il cammino cambia registro. L’ampia strada bianca conduce sino al piccolo cimitero di San Martino, e a sinistra si apre la zona con i ruderi della chiesa di San Martino e il monumento ai Martiri di Monte Sole del 1944. Ci si trova al cuore di uno dei luoghi più carichi di dolore della storia italiana. Tra il 29 settembre e il 5 ottobre del 1944 le SS naziste compirono in questi luoghi una delle più gravi stragi di civili perpetrate in Europa occidentale durante la Seconda Guerra Mondiale: 955 persone furono uccise nei tre comuni di Marzabotto, Monzuno e Grizzana, in gran parte anziani, donne e bambini.
All’arrivo a Monte Sole, la Scuola di Pace e il Rifugio Resistente al Poggiolo accolgono il camminatore contribuendo a sostenere l’obiettivo del Parco che, oltre a tutelare il patrimonio ambientale, lavora per diffondere una cultura di pace rivolta soprattutto alle giovani generazioni. È qui, in questo luogo dove la natura è tornata a ricoprire le ferite della storia con i suoi boschi e i suoi prati, che il lungo cammino si compie — partito dalla memoria di Sant’Anna di Stazzema, arrivato alla memoria di Monte Sole, tenendo insieme, tappa dopo tappa, la bellezza e il dolore, i secoli medievali e la tragedia del Novecento, le acque del mar Ligure e i crinali dell’Appennino.