Percorso a tema

Sant' Anna di Stazzema - Camaiore

Italia

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Tipo

Camminata

Distanza

12.93 km

Una tappa suggestiva, quasi tutta su sentiero, che attraversa luoghi carichi di storia, affiancando ad ogni passo memoria e meraviglia. Molti i punti di interesse, dal borgo di Casoli, noto come il paese degli sgraffiti per i numerosi murales che ne decorano le vie, alla Badia di San Pietro e alla città di Camaiore. Gli ambienti naturali sono protagonisti con le splendide vedute sulle Alpi Apuane e le suggestive cascate di Candalla.

Lasciata alle spalle Sant’Anna di Stazzema, il sentiero si immerge nel bosco fino a incrociare la strada che conduce in località Sennari, che nell’estate del ‘44 fu completamente messa a fuoco da una pattuglia delle “Reichsführer-SS” mentre i cento abitanti venivano allontanati e furono fortunosamente risparmiati dalla mitragliatrice. Da lì si riprende il cammino in direzione della Foce di Farnocchia — detta anche Focette — a quasi 900 metri, punto di crinale da cui lo sguardo si apre improvvisamente sulla piana della Versilia e sul luccichio del mar Ligure. Da questo punto, la mattina del 12 agosto 1944, militari tedeschi e collaborazionisti italiani spararono in aria dei razzi colorati per coordinare l’azione che avrebbe portato all’eccidio di Sant’Anna.

La discesa dopo la foce segue il sentiero 114 (CAI 4), su una larga e ben conservata mulattiera a risvolti, fra castagni centenari e macchie di faggio che filtrano la luce in modo cangiante a seconda delle stagioni. Il percorso attraversa il paese di Farnocchia, un grazioso borgo di pietra sospeso tra i monti, con una piazzetta da cui si apprezza un affascinante panorama sulle Alpi Apuane che spazia dalla Pania della Croce, al monte Forato e al monte Matanna. Nella stessa piazzetta si trova un monumento ai caduti della Grande Guerra. Qui è anche possibile ammirare la cosiddetta Pietralunga, un monolite calcareo che si distingue sul versante settentrionale del Monte Gabberi.

Da Farnocchia il sentiero risale verso la Foce di San Rocchino, da cui ci si affaccia sulla valle di Camaiore abbracciando con lo sguardo la pianura fino al lago di Massaciuccoli e, nelle giornate più limpide, all’intero arcipelago toscano. Il bosco di querce, carpini e castagni qui è particolarmente fitto e riposante, abitato da caprioli, scoiattoli e da una variegata comunità di uccelli rapaci come la poiana e il gheppio. Si segue la traccia del sentiero 106 che scende verso la conca di Camaiore.

Il passaggio a Casoli è una dei più sorprendenti di tutta la tappa. Citato sin dal X secolo, il borgo deve la sua esistenza alla via Lombarda che passava dalle pendici del monte Matanna, chiamata anche la “via dell’olio” per i commerci che vi transitavano. Oggi Casoli è conosciuto come il paese degli sgraffiti: l’artista siciliano Rosario Murabito, trasferitosi qui a metà del Novecento, si innamorò del borgo e realizzò i primi graffiti sulle pareti delle case, avviando una tradizione che raffigura scene mitologiche e di vita quotidiana, rendendo ogni vicolo un piccolo museo a cielo aperto. Nei dintorni si trova inoltre la Grotta all’onda, una cavità di origine carsica che fu insediamento preistorico: qui si rifugiavano cacciatori neandertaliani e, nel Neolitico, i nostri antenati vi dimorarono a lungo, lasciando strumenti e resti che testimoniano 40.000 anni di presenza umana.

Il borgo di Casoli entra nella rete della Traversata delle Frazioni Camaioresi (TFC), una rete di sentieri che guida in questo caso lungo la valle del rio Lombricese, il cui nome richiama la fauna ittica locale rappresentata anche dagli oligocheti, simili appunto a lombrichi. Nei dintorni è possibile andare alla scoperta di una zona archeologica dell’età del bronzo con diversi “ripari” addossati alla roccia che hanno conservato reperti in osso, vasi in terracotta e monili d’ambra.

Si prosegue sul sentiero C7/C8 della TFC, chiamato anche «Sentiero da Saudade» in ricordo dei soldati della FEB, l’esercito brasiliano, che nel settembre del 1944 lo percorsero nella loro prima missione di montagna.

Le acque cristalline del Lombricese formano lungo la valle diverse pozze e cascate considerate tra le più belle della Toscana, in particolare nella suggestiva gola di Candalla. prima di imboccare l’ultimo tratto pianeggiante che conduce alla Badia, antico monastero dedicato a S. Pietro di Camaiore, citata nel 761 d.C. Si prosegue quindi verso il centro di Camaiore, cittadina medievale raccolta e vivace dove concludere piacevolmente la tappa.