In questa tappa si torna a camminare fra i boschi, toccando diversi piccoli borghi pronti a sorprendere grazie ad alberi monumentali, eroi leggendari, animali fantastici, con l’opportunità di calarsi in canyon freschi e ricchi di vegetazione, mettendosi in ascolto di un’antica lingua segreta.
Dall’atmosfera elegante e nostalgica di Bagni di Lucca, la tappa prende avvio risalendo la Val di Lima verso nord-est, passando dalle fonti termali ai boschi collinari punteggiati di ville neoclassiche. Dopo il passaggio a Guzzano, piccola località di mezza costa, si giunge nei pressi della Pieve di Controne, chiesa a pianta basilicale di stile romanico che ancora conserva il pavimento originale a tarsia marmorea.
Da qui il percorso tocca le località di San Gemignano e Vetteglia, per giungere poi a San Cassiano, dove spicca la chiesa dedicata al santo omonimo, affascinante esempio di architettura d’epoca longobarda, con l’altrettanto interessante Museo parrocchiale. Dall’altro lato della strada si colloca il Monumento ai caduti della Prima e della Seconda Guerra Mondiale, dopo il secondo dopoguerra qui vennero ricordati anche i caduti per strage nazifascista e per “residuati bellici”. Uscendo dal paese si incontra un albero monumentale, il castagno di Cocolaio, cresciuto ad una quota inferiore ai 500 metri, dunque una rarità dato che gli esemplari più longevi si trovano di norma in zone dal clima freddo, a maggior altitudine.
Si sale ancora fino a Palleggio, borgo di antiche radici, citato in documenti dell’Archivio arcivescovile di Lucca del 983 e del 991, ma il toponimo potrebbe derivare da un colono romano di nome Panuleius. Il campanile della chiesa parrocchiale di Santa Maria Assunta fu ricavato da un’antica torre di avvistamento medievale e oggi domina un borgo montano che intreccia tranquillità e fascino rustico.
Il sentiero prosegue in quota lungo la dorsale boscosa fino ad arrivare a Cocciglia, in cui si entra attraverso la porta di Chiarello — l’eroe paesano — e si accede all’antica fortezza medievale, di cui sono ancora visibili le feritoie e le piccole finestre. Con una breve deviazione fino al torrente Lima si scopre il ponte Nero e le Strette di Cocciglia: gole di pietra calcarea scavate nella roccia da secoli di azione del torrente, creando strutture tortuose percorse da vortici e mulinelli fra i quali la leggenda vuole dimori il Drago Regolo.
Lasciato Cocciglia il sentiero riprende quota verso Limano, “la silenziosa”, piccolo borgo risalente all’anno 800 d.C. che si erge in cima alla collina sul versante destro della Lima, eretto proprio per il controllo del torrente da cui prende il nome. Si continuano a seguire le tracce del Cammino di San Bartolomeo, uno dei percorsi spirituali che attraversano la valle, lungo antiche viabilità longobarde. La vegetazione è dominata da grandi castagneti monumentali, alternati a faggete e boschi misti dove il cervo e il capriolo trovano rifugio.
La meta finale è Vico Pancellorum, “terrazza naturale” dal fascino antico a 555 metri di altitudine. La pieve del borgo è un capolavoro del romanico lucchese, la più antica di tutta la Val di Lima, con un portale incisa di motivi simbolici che rappresentano da tempo una sorta di rebus allegorico. Un’altra singolarità contraddistingue Vico: gli abitanti svolgevano storicamente la professione degli stagnini, detti arivari nel dialetto locale, e per non farsi spiare nelle loro scorribande commerciali per tutta l’Italia centrale svilupparono una propria lingua segreta detta “arivaresca”, tramandata nei secoli fra le varie generazioni.