Tra borghi medievali e boschi silenziosi, una tappa che si snoda su sentieri antichi e panorami al cospetto delle basse Apuane, scoprendo installazioni d’arte realizzate in contesti inattesi e tracce di fortificazioni nascoste fra la vegetazione.
La tappa ha inizio da Camaiore, cittadina dal nome di chiara radice latina — Campus Maior — che già nella sua origine rivela la vocazione di snodo e punto d’incontro di genti e culture. Dal momento in cui l’antica colonia romana divenne tappa della Via Francigena si formò il primo nucleo del borgo, testimoniato ancora oggi dalla Badia di San Pietro, splendida abbazia benedettina fondata nell’VIII secolo con i resti del chiostro e della cinta muraria.
Percorrendo via Roma, si incontra sulla sinistra via di Rosi e da là il percorso si inerpica verso l’entroterra collinare, dove gli oliveti e i vigneti si alternano successivamente a boschi di leccio e castagno. Il sentiero da seguire è il C9 della Traversata delle Frazioni Camaioresi (TFC) che conduce nei pressi della pieve di San Giovanni Battista e Santo Stefano, con tracce dell’originale stile romanico, raggiungendo quindi Buchignano. Lungo il cammino con una piccola deviazione è possibile esplorare i ruderi del castello di Peralla e l’omonimo borgo ristrutturato ad opera dell’artista Maria Fiore De Henriquez. Si prosegue poi camminando sul versante del monte Spranga nell’alternarsi fra macchia mediterranea e bosco.
Dopo breve tratto si giunge a Torcigliano, abitato già nell’anno 984 e dove nel Medioevo si trovava un ospedale per viandanti e pellegrini noto come «Ospitale delle Alpi Lucesi». Il paese conserva un’atmosfera sospesa nel tempo, fatto di case in pietra che si abbarbicano sul fianco della montagna e collegate da stretti vicoli e scalette in pietra, fra i quali appaiono grandi dipinti murali, in particolare raffigurazioni di animali, realizzati a partire dal 2020. A Torcigliano nacquero nel Seicento il pittore Giovanni Marracci e il celebre studioso e traduttore del Corano Ludovico Marracci, figure di rilievo europeo cresciute in questo borgo appartato.
È il murale di un lupo a indicare l’uscita dal paese, passando accanto all’antica chiesa di San Michele Arcangelo e lasciando poco dopo la strada asfaltata per il sentiero C13 (TFC) che attraverso un piacevole bosco porta fino al “molinaccio”, il ponte in pietra sul torrente Lucese. Si prosegue toccando la località di Gombitelli e quindi la Via del Lucese, strada storica che era punto di transito dalla costa versiliese all’entroterra garfagnino. Quindi si piega in direzione di Crospoli per intercettare il sentiero C14.
Il percorso scende quindi verso Anticiana, piccolo borgo di origini medievali sospeso tra i boschi collinari. Da qui il cammino si fa più raccolto, scivolando lungo mulattiere ombreggiate attraverso boschi di querce e castagni dove non è raro imbattersi in caprioli, mentre la poiana disegna le sue traiettorie al di sopra dei crinali. Il paesaggio collinare offre in questo tratto vedute alternate sulla piana di Camaiore, sul profilo della costa e sui profili digradanti delle Alpi Apuane.
La meta finale è Fiano, nel comune di Pescaglia. Il borgo si affaccia su una piccola vallata silenziosa dove la storia si stratifica nell’architettura in pietra, nelle edicole votive e nei muretti a secco che delimitano i poderi. Qui è ricordato Don Aldo Mei, membro della Resistenza lucchese e parroco di Fiano, arrestato e fucilato il 4 agosto 1944 a Lucca presso Porta Elisa. A don Aldo Mei è intitolato il Sentiero della Memoria e della Pace che dalla frazione paese raggiunge il Monte Acuto.