Percorso a tema

Vico Pancellorum - Prataccio

Italia

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Tipo

Camminata

Distanza

16.28 km

Attraversando il confine tra Lucca e Pistoia, tra torri medievali e leggende di montagna, questa tappa offre lunghi tratti solitari immersi nei boschi di castagno e querce, un invito a lasciar decantare le memorie incontrate lungo il cammino.

La tappa inizia muovendo da Vico Pancellorum, località del comune di Bagni di Lucca, andando verso il confine delle due province — Lucca e Pistoia — alla scoperta di evidenze geologiche affascinanti e immerse in un ambiente che richiama a tratti la macchia mediterranea. Una comoda carrareccia recentemente sistemata conduce fino alle Grotte, un curioso luogo di riparo scavato nella parete di roccia che scende perpendicolare sul sentiero.

Nell’alternanza tra boschi di faggio e querceti si percorre la Strada delle Polle, così chiamata per la ricchezza di piccole fonti e risorgive che si incontrano nel cammino. Nel procedere man mano si aprono vedute sempre più ampie verso est, sulla pianura pistoiese, mentre il gorgogliare dei torrenti accompagna il passo. Dopo un bel tratto completamente immerso nella natura, toccando la sella di Renicci e la località Canali, si giunge al Sasso delle Streghe, un luogo ritenuto magico dove la leggenda vuole che le streghe della zona si riunissero attorno all’imponente masso per lanciare maledizioni contro il sottostante convento.

La discesa conduce a Popiglio, borgo di antiche radici posizionato in un punto strategico che per secoli ne ha fatto uno dei luoghi più contesi dell’Appennino toscano. Già insediamento di origine romana, la rocca fu un caposaldo difensivo posto al confine con lo stato lucchese. Poco sopra il centro abitato si ergono le Torri di Popiglio, ultimi resti della medievale Rocca Securana, le cui porte d’accesso erano accessibili soltanto con una scala a pioli che in caso di attacco poteva essere ritirata. Al centro del borgo, la Pieve di Santa Maria Assunta, fondata nel 1271 in stile tardo-romanico, è arricchita da pregevoli altari, dipinti e arredi lignei che costituiscono una sezione di Arte Sacra dell’Ecomuseo della Montagna Pistoiese.

Scendendo di circa un chilometro verso il fondovalle, il sentiero raggiunge un altro capolavoro medievale: il Ponte di Castruccio, detto anche di Campanelle. Originariamente d’età romanica e poi ricostruito da Castruccio Castracani nel Trecento, si distingue per l’unica grande arcata a schiena d’asino. La leggenda vuole che proprio su questo ponte, dopo la morte del suo protettore Castruccio, fu catturato e decapitato il traditore Filippo Tedici, la cui testa fu portata in trionfo a Pistoia.

Risalito dal fondovalle, il sentiero raggiunge Piteglio, uno dei borghi più antichi della Montagna Pistoiese. Ad accogliere il camminatore è l’ampia terrazza al centro del paese che guarda verso nord-ovest, in direzione dell’Abetone, offrendo uno spettacolare panorama. Qui è fortemente sentito il culto della Madonna del Latte, ospitata nella chiesa di Maria Assunta sulla cima della rocca, per secoli tappa dei pellegrini che attraversavano l’Appennino. In piazza fratelli Guermani è stata collocata nel 1993, ad opera dell’Associazione Nazionale Ex Internati, una targa in ricordo degli abitanti di Piteglio deportati e uccisi nei lager nazisti.

Poco fuori dal paese si passa accanto alla “Pieve Vecchia”, edificio di culto risalente all’XI e legato alla presenza di Matilde di Canossa, per giungere alla località di Migliorini dove si riprende il sentiero che conduce alla meta finale della tappa. Prataccio è un borgo a circa 900 metri di quota che ha basato la sua economia, oltre che sulla lavorazione del bosco e la coltivazione del castagno, anche sulla produzione del ghiaccio per la conservazione degli alimenti. Si colloca su una sorta di terrazza naturale che abbraccia in un unico sguardo le cime dell’Appennino Tosco-Emiliano e gli altipiani della Montagna Pistoiese, invitando ad una meritata sosta e alla contemplazione.