Italia / Storia

Patton in Sicilia


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George Patton (1885–1945) è stato uno dei protagonisti della campagna di Sicilia. Celebri sono la sua rapida avanzata verso Palermo, liberata il 22 luglio; e poi la corsa per Messina, conclusa il 17 agosto. Ma le sue imprese militari sono offuscate dai crimini di guerra compiuti dalle truppe ai suoi ordini.

Al momento della preparazione dell’Operazione Husky Patton, già comandante del II corpo d’armata, impegnato con successo in Nordafrica, non ebbe voce in capitolo a causa di alcuni dissidi con Eisenhower. Dovette quindi accettare i piani elaborati dagli inglesi, che gli assegnavano un ruolo equivalente a Montgomery per grado ma di fatto a lui subordinato sia per consistenza delle truppe (90.000 contro 110.000) che per il loro ruolo strategico. Lo sbarco americano fu poi reso problematico dalla resistenza opposta da italiani e tedeschi a Gela.

Patton però riuscì presto a divincolarsi dalle difese nemiche e a penetrare nel cuore dell’isola. Il 16 luglio chiese e ottenne di poter raggiungere Agrigento. Poi forzando le direttive di Alexander indirizzò il generale Keyes su Palermo. Gli americani combatterono anche sulla Linea San Fratello e a Troina. La tattica aggressiva di Patton rovesciò gli equilibri interni al contingente alleato. Montgomery dovette accettare una avanzata americana sulla costa nord che portò alla liberazione di Messina il 17 agosto. Patton, dopo alcuni provvedimenti disciplinari, proseguì la sua carriera nella III Armata che fu inviata in Normandia poco dopo lo sbarco. Contribuì a liberare varie città franceesi e a rispondere alla controffensiva tedesca nelle Ardenne. Passò il Reno e arrivò fino a Pilsen; poi divenne amministratore militare della Baviera. Morì alla fine dell’anno in un incidente stradale. 

Patton fu uno dei generali più efficaci e famosi ma anche discussi della Seconda guerra mondiale. I discorsi infarciti di offese, le dichiarazioni spesso avventate, le posizioni razziste e antisemite gli costarono il comando dell’Armata e il proseguio della carriera. Anche il suo passaggio in Sicilia fu macchiato da numerose ombre: gli americani ai suoi ordini (e spesso su sua diretta istigazione) si resero colpevoli di diversi crimini, tra i quali il più noto è la strage di prigionieri compiuta a Biscari, l’odierna Acate, il 14 luglio 1943 (per la quale però non fu mai incriminato). Fu più volte segnalato anche per comportamenti discutibili, come quando offese e schiaffeggiò pubblicamente due soldati ricoverati in ospedale accusandoli di codardia.