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La targa è apposta sulla parete della casa in cui visse Luigi Salvatori, figura di spicco dei movimenti socialisti e, in seguito, comunisti della Versilia nella prima metà del XX secolo. Antifascista condannato dal regime fascista all’esilio interno e alla reclusione, fu membro del Comitato di Liberazione Nazionale (CLN) di Pietrasanta.
Luigi Salvatori nacque a Querceta (Seravezza) il 22 febbraio 1881 in una famiglia di proprietari terrieri, ma ben presto si interessò alle idee socialiste. Studiò lettere classiche e si iscrisse alla Facoltà di Giurisprudenza, studiando inizialmente a Pisa prima di trasferirsi a Genova, dove conseguì la laurea.
Nel 1900 aderì al Partito Socialista Italiano (PSI) e divenne una figura di spicco del movimento operaio della Versilia; fu presidente della Società di Mutuo Soccorso di Seravezza e guidò l’organizzazione delle leghe operaie di Querceta, Vallecchia e Seravezza. Nel 1910 Luigi fondò e diresse il settimanale socialista Versilia, strumento di agitazione politica e culturale per la classe operaia.
Luigi rappresentò la Versilia in Parlamento come deputato socialista. Nel 1921 partecipò alla scissione di Livorno e aderì al nascente Partito Comunista Italiano, di cui entrò a far parte del Comitato Centrale. Con l’avvento della dittatura fascista, divenne oggetto di persecuzioni a causa del suo ruolo politico, della sua professione di avvocato e della sua personalità di grande cultura. Nel 1926 fu violentemente aggredito dai fascisti, poi arrestato e condannato a cinque anni di esilio interno.
Nonostante fosse stato colpito da una malattia alla fine degli anni '30, durante la seconda guerra mondiale e l'occupazione tedesca della zona prestò servizio nella sezione di Pietrasanta del Comitato di Liberazione Nazionale (CLN). Non partecipò attivamente alle attività partigiane, ma rimase comunque una figura chiave nel movimento antifascista della Versilia, al punto da essere riconosciuto come "partigiano combattente"nell'unità "Bandelloni" .
Dopo la Liberazione nel 1945, il CLN lo nominò sindaco di Pietrasanta, ma le sue precarie condizioni di salute gli impedirono di accettare sia questo incarico sia un’ulteriore proposta di candidarsi alle elezioni dell’Assemblea Costituente. Morì il 20 luglio 1946.
Sulla casa in cui visse fu apposta una targa con la seguente iscrizione:«Il popolo della Versilia, in onore di Luigi Salvatori, ha posto questo segno di affetto e di gratitudine il 27 luglio 1952 sulla casa in cui egli visse dopo le lunghe persecuzioni inflittegli dal fascismo e dove morì da convinto combattente per la causa, per la libertà, per la pace e per il socialismo».
Un monumento in sua memoria è stato eretto anche a Querceta, presso la casa in cui nacque.
Indirizzo
Via Giuseppe Garibaldi 25/27, 55045 Pietrasanta